Testo dell’opera
Tutto il quadro è velato
del colore dell’erba secca.
Al centro si erge un albero.
Tutti i suoi rami piegano da un lato,
rivelando la direzione
di un vento invisibile.
Sul pendio sottostante
ci sono un cavallo
e una figura rannicchiata.
Sono vicini,
eppure non si parlano.
Ma il silenzio
non è vuoto.
Lontano, sotto l’orizzonte,
passa una piccola barca;
un uccello vola basso.
Il cielo e il mare
riposano in silenzio,
immersi nella stessa luce.
Il fūdo non è un ambiente
esterno alla vita umana,
ma il modo in cui l’essere umano
scopre se stesso.
Questo dipinto
non mostra altro.
La figura e il cavallo
ricevono lo stesso vento,
restano nello stesso luogo,
si piegano nello stesso modo.
Non si spiegano a vicenda.
Resistono soltanto insieme
dentro lo stesso fūdo,
e insieme restano in piedi.
Il dialogo
non è fatto solo di parole.
Stare nello stesso vento,
attraversare lo stesso silenzio:
anche questo è dialogo.
Anche senza parole,
è dialogo.
Contesto chiave
Byun Shi-Ji è stato un pittore coreano moderno e contemporaneo che ha dipinto il Fūdo di Jeju non come sfondo, ma come condizione dell’esistenza. Solitudine, attesa, vento e colore dell’erba secca definiscono un modernismo coreano glocale, radicato nel luogo e aperto al mondo.
