Testo dell’opera
Stesso titolo dell’opera 18, versione del 1983.
Nel mare vasto
irrompono onde bianche.
Una scogliera nera
sporge il capo
verso il mare.
Sulla cresta,
sopra di essa,
stanno un cavallo
e una fila di alberi.
Tra le scogliere
scende
un solo filo d’acqua bianca.
Lontano,
il monte Halla
si leva basso.
Sulla riva destra,
una persona
si rannicchia,
piccola.
Ci sono due modi
di stare davanti al vento.
Opporsi.
O andare con lui.
Ciò che si erge diritto
si spezza per primo.
Gli alberi sulla cresta
si coricano insieme,
seguendo il vento.
Forse resistere
non significa
vincere il vento.
Significa piegarsi
insieme,
quanto basta
per non spezzarsi.
Contesto chiave
Byun Shi-Ji è stato un pittore coreano moderno e contemporaneo che ha dipinto il Fūdo di Jeju non come sfondo, ma come condizione dell’esistenza. Solitudine, attesa, vento e colore dell’erba secca definiscono un modernismo coreano glocale, radicato nel luogo e aperto al mondo.
