Testo dell’opera
Stesso titolo dell’opera 05, versione del 1983.
L’orizzonte trema.
Trema
l’asse del mondo.
La terra,
la casa,
anche la barca
ondeggiano,
come se avessero perduto
il loro posto.
In mezzo a tutto questo,
una figura sola,
appoggiata a un bastone,
sta in piedi.
Non è che non tremi.
Solo,
anche dentro il tremore,
non dimentica
dove guardare.
Non insegue
la barca che si allontana.
Ciò che guarda
è oltre il luogo
verso cui la barca è diretta.
Un orizzonte vuoto,
dove ancora
nulla è arrivato.
L’orizzonte
non è una fine.
È il luogo
in cui il mondo visibile
e il mondo che non è ancora venuto
si toccano.
Esistere
non significa stare
su un fondamento saldo.
Anche quando l’asse trema,
significa alzare lo sguardo
non verso ciò
che è già passato,
ma verso ciò
che deve ancora venire.
Così
sta in piedi una persona
dentro un mondo
che trema.
Contesto chiave
Byun Shi-Ji è stato un pittore coreano moderno e contemporaneo che ha dipinto il Fūdo di Jeju non come sfondo, ma come condizione dell’esistenza. Solitudine, attesa, vento e colore dell’erba secca definiscono un modernismo coreano glocale, radicato nel luogo e aperto al mondo.
